Il polmone nuovo funziona. Poi, dopo mesi o dopo anni, qualcosa si inceppa. Il corpo riconosce quell'organo come estraneo e comincia a danneggiarlo, poco alla volta.
Succede a molti. Nessuno sa dire a chi, e nemmeno quando.
Il rigetto cronico resta la prima causa di complicanze e di morte dopo un trapianto di polmone.
Questo ha due conseguenze. La prima: non si riesce a prevedere chi è più a rischio, e si interviene quando il danno è già fatto. La seconda: i farmaci che tengono a bada il sistema immunitario si dosano ancora in gran parte per tentativi, e le stesse molecole funzionano in modo diverso da una persona all'altra.
Serve qualcosa che oggi non c'è: indicatori biologici capaci di segnalare in anticipo il rischio, e terapie scelte su misura.
Pubblicare uno studio, oggi, costa. La maggior parte delle riviste scientifiche chiede al gruppo di ricerca un contributo per rendere il lavoro leggibile a tutti, e per molti laboratori quella cifra è un ostacolo vero.
Noi la paghiamo. Fino a 2.000 € per articolo, per i primi cinque studi originali accettati. Non recensioni della letteratura: ricerca nuova, fatta in laboratorio o in clinica.
La chiamata è pubblicata su sette riviste scientifiche internazionali ed è rivolta alla comunità scientifica di tutto il mondo.
Con 10.000 € una fondazione giovane non finanzia un laboratorio. Può però fare una cosa che vale di più: scoprire chi, nel mondo, sta davvero lavorando su questo problema.
Chi risponde alla chiamata ci dice che modelli sperimentali ha, che tecnologie usa, a che punto è arrivato. Da lì nasce la mappa dei gruppi più avanzati, e da quella mappa nasceranno le collaborazioni e i finanziamenti dei prossimi anni.
Qui l'unità di misura è semplice: 2.000 € sono un articolo pubblicato. Cinque articoli sono l'intera iniziativa. Per questo la pagina non ha quattro importi con quattro oggetti diversi: ha un contatore. Qualunque cifra tu dia si somma alle altre.
Sopra il modulo c'è scritto quanto manca al prossimo studio coperto, e quando ci arriviamo lo scriviamo a tutti quelli che hanno contribuito.
Ti scriviamo quando arriva il primo studio accettato, e ogni volta che se ne aggiunge uno. A iniziativa conclusa, una sintesi in italiano di cosa abbiamo imparato e di chi abbiamo conosciuto.
È da lì che passerà, un giorno, la risposta che a Martina è mancata.
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