Ogni mese Dona ora

La strada più corta

LA SCENA

Da qualche parte in Italia, stanotte, c'è un telefono sul comodino con la suoneria al massimo. Chi l'ha messo lì aspetta da più di due anni una chiamata del centro trapianti. Ogni notte è così.

Nello stesso momento, in un altro ospedale, una famiglia ha appena detto sì alla donazione. Non è detto che quei polmoni arrivino a qualcuno.

Trapianti di polmone per milione di abitanti, 2024

13,1
Spagna
11,8
Austria
9,2
Belgio
5,1
Francia
3,7
Germania
3,0
Italia

L'Italia è brava a procurare organi: la sua rete di donazione è tra le più efficienti d'Europa. Quella capacità però non diventa altrettanti polmoni trapiantati.

IL PROBLEMA

Perché tanti donatori non diventano altrettanti polmoni trapiantabili?

Oggi nessuno sa rispondere con precisione. Ogni Paese raccoglie i propri dati con criteri suoi e metterli a confronto è difficile. Perfino il dato sull'attesa italiana, stimata intorno ai due anni e mezzo, è incerto.

E l'attesa ha un prezzo. Mentre si aspetta la malattia avanza. Qualcuno esce dalla lista perché non è più abbastanza forte per affrontare l'intervento. Qualcuno non arriva in fondo.

COSA FACCIAMO

Dodici mesi di lavoro, seguendo il paziente tappa per tappa

Finanziamo dodici mesi di lavoro di una ricercatrice o di un ricercatore, con competenze trasversali tra letteratura scientifica, epidemiologia e sistemi sanitari. È il primo confronto sistematico tra l'Italia e i principali Paesi europei.

Il lavoro segue il paziente tappa per tappa

Chi viene indirizzato a un centro trapianti, e quando.
Chi entra in lista, quanto aspetta, quanti non ce la fanno durante l'attesa.
Come si aiuta chi aspetta a restare abbastanza forte per l'intervento.
Quanti polmoni donati vengono davvero usati, e quali tecnologie servono a ottimizzare l'innesto: tra queste la perfusione ex vivo, che mantiene il polmone in funzione fuori dal corpo e permette di recuperare organi che altrimenti verrebbero scartati.
Come sono organizzati i centri.
Quanto si vive dopo, e soprattutto come: la qualità della vita dopo il trapianto, non solo la sua durata.

Non è un lavoro da scrivania. Sono previste missioni nei principali centri trapianto europei, per vedere da vicino come lavorano i sistemi che funzionano meglio. Ogni mese la ricercatrice o il ricercatore fa il punto con la Fondazione.

COSA PRODUCE

Un'analisi che regge una revisione internazionale

Un'analisi critica della situazione italiana, referenziata dai massimi esperti internazionali sull'argomento. Una mappa degli ostacoli, tappa per tappa. Un lavoro finale e uno o più articoli su riviste internazionali, revisionati dai massimi esperti del settore: è quella revisione a dare valore al risultato.

Da lì, con il supporto di una società scientifica, si potrà arrivare a raccomandazioni concrete.

In breve

Durata
12 mesi. L'avvio dipende dalla prima riunione dei ricercatori, che contiamo di convocare in autunno.
Chi
Una ricercatrice o un ricercatore, scelto con procedura diretta. La selezione è in corso.
Come lo seguiamo
Un punto con la Fondazione ogni mese.
Costo del progetto
50.000 € per dodici mesi.
COSA RICEVI

Un aggiornamento ogni tre mesi su cosa sta emergendo. A lavoro concluso, una sintesi dei risultati in italiano, scritta per chi non fa questo mestiere. Un invito alla presentazione pubblica dei risultati.

Entra nella ricerca

Lo segui da dentro, un aggiornamento alla volta, fino al giorno in cui i numeri saranno sul tavolo di chi può cambiare le cose.

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