Corridoio degli ambulatori, un martedì mattina. Una signora arrivata dalla Puglia con il marito in valutazione tiene in mano tre moduli e non sa a chi consegnarli.
Lo chiede all'infermiera che sta preparando il paziente successivo. L'infermiera si ferma, spiega, cerca un numero di telefono. Dieci minuti. Poi arriva un altro familiare, con un'altra domanda.
Esenzioni sanitarie, riconoscimento dell'invalidità, permessi e agevolazioni sul lavoro, scelta del medico, forniture di farmaci e ausili, rimborsi, piani terapeutici, indicazioni per preparare la casa. Ogni voce ha il suo ufficio, i suoi moduli, i suoi tempi.
Nel 2024 il Policlinico di Milano ha fatto 37 trapianti di polmone, il numero più alto della sua storia. I pazienti arrivano da altre regioni e dall'estero. Per loro ogni pratica è più difficile, e chi non legge bene l'italiano a volte non riesce proprio.
Così le domande finiscono a chi è più vicino: i medici e gli infermieri del reparto. Rispondono, perché è giusto farlo. Ma ogni risposta è tempo tolto alla cura.
Sono stati loro, il personale della Pneumologia, a chiedere uno sportello.
Stiamo lavorando, insieme al Policlinico di Milano, per aprire uno sportello informativo per il paziente pneumologico e trapiantato, vicino agli ambulatori della Pneumologia.
Una o due persone preparate, volontarie, presenti una o due volte a settimana nei giorni concordati con il reparto. Danno informazioni e orientamento sulle pratiche, aiutano a raccogliere i documenti, dicono a quale ufficio rivolgersi e cosa portare. Con attenzione particolare a chi viene da un'altra regione o da un altro Paese e a chi fa fatica con la lingua o con la burocrazia.
Intanto abbiamo tradotto in russo e in arabo l'opuscolo informativo sul trapianto polmonare, e continueremo con altre lingue.
Quando lo sarà, lo scriveremo qui e su Il vento, la nostra newsletter. Lascia il tuo contatto e te lo diciamo il giorno stesso.
Dietro quella porta, nel corridoio degli ambulatori, c'è qualcuno che risponde.